Per corporate bond si intendono tutte quelle obbligazioni emesse da aziende e società private, al fine di raccogliere capitale a scadenza dagli investitori a fronte della corresponsione di un tasso di interesse. I corporate bond sono emessi da società quotate o non quotate, possono corrispondere una cedola periodica o essere “zero-coupon” e presentano un tasso fisso, variabile, misto o indicizzato. Nel corso del 2008, la crisi finanziaria ha frenato l’emissione di obbligazioni societarie, causa gli elevati differenziali di interesse (vale a dire, il rendimento “extra” rispetto ad altri strumenti finanziari che rende attraente l’investimento) e, soprattutto, l’alto rischio di default di molte società. L’agenzia di rating Moody’s prevede che nel 2009 ben 300 società nel mondo risultino insolventi. Il trend negativo, però, ha avuto una rapida inversione nei primi mesi dell’anno, grazie al ridursi del costo del denaro, e agli elevati rendimenti legati proprio all’alto rischio. Nel primo trimestre del 2009, i corporate bond sono così riusciti ad offrire tassi di interesse ben più alti delle azioni o dei titoli di Stato, proponendosi come valida alternativa a queste ultime forme di investimento. Il risultato? Gli analisti di Ing stimano che in Europa verranno emesse, nel corso dell’anno, obbligazioni societarie per più di 250 miliardi di euro, un vero e proprio record che supera di gran lunga i 204 miliardi del 2001. In Italia, a partire da marzo, sette società (tra cui Finmeccanica, Unicredit, Mps) hanno annunciato l’emissione di corporate bond, per un controvalore complessivo di quasi otto miliardi di euro.