Investire in azioni o in obbligazioni? È una domanda che tutti i risparmiatori, prima o poi, si sono posti. La risposta non è univoca, né esiste una ricetta che faciliti la scelta indicando lo strumento in assoluto migliore. Fermo restando che un’azione indica una partecipazione al capitale sociale di un’azienda mentre un’obbligazione costituisce semplicemente un titolo di credito, una prima indicazione utile per orientarsi deriva dall’analisi dei profili di rischio degli investitori. Nonostante le obbligazioni non siano esenti da incognite e pericoli, infatti, possono a buon diritto essere considerate più sicure delle azioni, a patto di scegliere emittenti con un buon rating. Il rendimento di un’obbligazione è fissato al momento dell’emissione e non è soggetto ad incertezze, fatta eccezione per quanto previsto dalle clausole di alcuni prodotti strutturati. Nel breve-medio periodo, i titoli di debito offrono però una remunerazione decisamente contenuta, in linea con il basso profilo di rischio, laddove le azioni sono più adatte a strategie speculative, poiché il loro valore futuro non può essere previsto e le fluttuazioni possono essere anche molto ampie. Nel lungo periodo, le obbligazioni risentono in misura maggiore del rischio cambi, mentre le azioni generalmente premiano la strategia dei “cassettisti” (ovvero, gli investitori con orizzonte temporale di lungo periodo), con rendimenti mediamente crescenti che vanificano le oscillazioni negative del ciclo economico. In entrambi i casi, occorre saper scegliere l’emittente giusta e bisogna essere determinati a non smobilitare l’investimento per un almeno 5-10 anni. La regola d’oro, comunque, è sempre la stessa: diversificare gli investimenti, così da minimizzare i rischi e godere dei punti di forza di ciascuna categoria di prodotti finanziari. Un buon portafoglio di titoli non è mai composto al 100% da obbligazioni o azioni, ma include un mix variabile delle due tipologie la cui ripartizione percentuale deve variare a seconda dello scenario economico attuale e futuro.