Il mercato italiano delle obbligazioni è uno dei più sviluppati in Europa. I titoli di Stato e degli enti locali, le obbligazioni bancarie, le strutturate non convertibili e i corporate bond sono quotati sul Mot, l’apposito mercato telematico gestito da Borsa Italiana. Soltanto tra gennaio e febbraio del 2009, Piazza Affari ha registrato 96 titoli di Stato, per quasi 600mila contratti e un controvalore complessivo di 39,2 miliardi di euro. A questi si aggiungono oltre 274 obbligazioni domestiche, con 81.543 contratti per 1,07 miliardi, e 31.590 titoli liquidati su sistemi esteri, per altri 1,01 miliardi di euro. La crescita del mercato obbligazionario in Italia è stata trainata nei primi mesi del 2009 dai titoli di credito emessi dalle banche. L’Associazione bancaria italiana (Abi) ha registrato su questo fronte un tasso di crescita tendenziale pari al 20% nel mese di febbraio, contro il +5,8% europeo, il +11,5% francese e il -1,7% e -3,1% di Germania e Spagna. Prendendo in considerazione un arco di tempo più lungo, le sole obbligazioni bancarie sono cresciute nel corso di due anni (dal 2007 al 2009) del 40% in Italia, a fronte di un +13% medio nei paesi europei. A livello internazionale, grande successo hanno riscosso i bond con garanzia pubblica in euro, sterline e dollari statunitensi, le cui emissioni hanno raggiunto un controvalore complessivo superiore ai 200 miliardi di euro nel primo trimestre del 2009. Queste tendenze positive devono comunque essere lette nell’ottica di una ripresa, ancora parziale, dalla crisi del 2008, quando i collocamenti di bond societari e bancari sono calati dai 91 miliardi del 2007 ad appena 69 miliardi di euro, con una contrazione del 24 per cento.