Non solo banche, società e istituzioni governative: anche alcuni enti sovranazionali emettono in prima persona obbligazioni di breve, media e lunga durata. Le cosiddette obbligazioni sovranazionali fanno quindi capo a istituzioni come la World Bank, la Banca Europea per gli Investimenti (Bei), la Inter-American Development Bank (Iadb); vengono generalmente denominate in valute forti come il dollaro statunitense, l’euro, la sterlina, lo yen e così via. Buona parte degli emittenti sono considerati tra i più affidabili sul mercato, e arrivano a volte a godere di un livello di rating superiore a quello delle stesse istituzioni statali. Le obbligazioni sovranazionali sono state quotate per la prima volta su un mercato regolamentato italiano il 21 giugno 2004, in seguito a modifiche al regolamento del Tlx da parte della Consob. Fra le varie offerte presenti attualmente sul mercato, ricordiamo 3 obbligazioni emesse dalla Banca Mondiale, in scadenza nel 2009, 2010 e 2013 e con cedole pari, rispettivamente, al 4,125%, 7,125% e 3,625 per cento. Altre tre obbligazioni sovranazionali sono intestate alla Iadb: le scadenze sono fissate al 2012, 2013 e 2014 e le cedole ammontano al 4,375%, 3,5% e 4,5 per cento. Tanto le obbligazioni della World Bank quanto quelle della Iadb sono negoziate in dollari americani. La Bei, dal canto suo, offre più di 60 obbligazioni sovranazionali, in valute variabili dall’euro al rand sudafricano, con scadenza compresa tra il 2009 e il 2037 e cedola massima del 14% lordo. Alcune obbligazioni sovranazionali prevedono poi opzioni particolari, come l’assenza di cedola o il reverse floater.